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La città di Ercolano, già
gravemente danneggiata dal terremoto
del 62, venne distrutta
dall'eruzione del Vesuvio (79), che
la coprì con un'ingentissima massa
di fango, cenere ed altri materiali
eruttivi trascinati dall'acqua
piovana che, penetrando in ogni
apertura, si solidificò in uno
strato compatto e duro di 15-20
metri.
Dopo molti secoli dal suo
seppellimento e dopo che su parte
del territorio s'era installata la
città moderna di Resìna, la
riscoperta d'Ercolano avvenne in
circostanze del tutto casuali, al
principio del XVIII secolo, quando
il duca d'Elboeuf, proprietario
d'una Villa d'Elboeuf a Portici,
seppe che un pozzo scavato nell'orto
dei Frati Alcantarini s'era
imbattuto in un antico edificio
adorno di marmi: il teatro di
Ercolano. L'Elboeuf continuò
l'esplorazione del monumento,
asportando statue, marmi di
rivestimento, colonne, iscrizioni e
bronzi, che vennero raccolti nella
Villa Reale di Portici. |
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